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D.M. 18/09/2001 n. 468

b) Per l'area esterna, compresa nella perimetrazione, la caratterizzazione dovrà essere estesa secondo una maglia 100 <$>\times <$> 100 metri e con un numero minimo di campioni conforme a quanto previsto dal regolamento bonifiche.

- Acque del fiume Toce. L'analisi di qualità delle acque è stata condotta dal Servizio di igiene pubblica ossolano con il supporto tecnico dell'ASL 51 (Novara), ed ha comportato lo studio della popolazione di microinvertebrati che vivono nell'alveo dei corsi d'acqua. Questo tipo di analisi a carattere biologico, ha permesso di tastare lo stato di salute, più o meno buono, del fiume, permettendo di valutare gli effetti di insieme dei prodotti inquinanti che nel tempo sono stati immessi nel Toce. In questa analisi il fiume è stato diviso in 5 categorie da "non inquinato" (cat. 1a) a "fortemente inquinato" (cat. 5a). L'analisi condotta il 23 agosto 1994 nei pressi di Pieve Vergonte ha indicato che l'acqua del fiume Toce in questo sito è di categoria 4a e 5a indicante un ambiente da molto inquinato a fortemente inquinato. È stata inoltre richiesta alla Enichem la caratterizzazione delle matrici ecologiche principali del torrente Marmazza, del lago Maggiore e del lago Mergozzo.

- Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica. Messa in sicurezza dei terreni dell'area industriale. Si è operato in modo tale da impedire che l'infiltrazione delle acque meteoriche nel sottosuolo possa produrre una ulteriore contaminazione delle acque sotterranee per lisciviazione dei contaminanti presenti nel suolo.

- Sistemazione ricovero antiaereo. Tale situazione è stata risanata mediante messa in sicurezza intema (con asportazione dei fanghi con aspirazione e loro invio ad idoneo smaltimento) ed esterna mediante riempimento con cemento, ritombamento dell'ingresso e livellamento al piano campagna.

- Bonifica e demolizione impianto DDT. Le operazioni preliminari hanno riguardato la sistemazione delle strutture pericolanti, l'intercettazione della rete fognaria, la cordolatura perimetrale del fabbricato, l'impermeabilizzazione dell'area, la tamponatura esterna, la pavimentazione di alcune aree. Dopo gli interventi sugli impianti (preliminare lavaggio chimico, rimozione coibentazione, drenaggio liquidi eventualmente presenti, bonifica vapore delle apparecchiature e delle linee di processo, etc.) è stata attuata la de-

- Messa in sicurezza torrente Marmazza. Tutti gli scarichi, le perdite e le infiltrazioni di acque degli impianti, sono stati eliminati nelle prime fasi d'intervento conseguenti alle ordinanze ministeriali. Sono previsti interventi nel tratto tombato ed a valle dello stabilimento.

- Impianto di confinamento dei terreni. È stato ritenuto importante confinare con urgenza il materiale contaminato da DDT proveniente dalla demolizione dei fabbricati e dei terreni contaminati, progettando prioritariamente uno stoccaggio provvisorio con una superficie di 7.000 m2 ed una volumetria complessiva di circa 24.000 m3 che si integrerà con le successive opere di confinamento degli altri materiali. Si è progettata la messa in sicurezza dell'impianto rispetto al torrente Marmazza con una struttura laterale di protezione. L'impianto di confinamento è attualmente sottoposto alla procedura di VIA.

- Messa in sicurezza della falda. L'attuale impianto di trattamento (che deve procedere allo scarico di DDT con valori di 50 ng/l) è costituito da due linee gemelle e tre sezioni di deferizzazione chimica, desorbimento ed adsorbimento e filtrazione: tale impianto è entrato in funzione nel giugno 1998 con portate crescenti trattando l'acqua di 4 pozzi ed arrivando nel novembre 1998 a circa 85 l/s per un totale di circa 3 kg di DDT ed 1 mg di composti organici estratti (marzo 1999). Allo scopo di verificare l'efficacia della barriera idraulica sono stati previsti 27 piezometri per la verifica della efficienza idraulica dello sbarramento ed 11 piezometri a valle della barriera utilizzati per la valutazione della efficacia idrochimica dell'intervento.

- Interventi di bonifica della falda. Sono stati utilizzati fino ad oggi i tradizionali sistemi di bonifica in caso di presenza di composti organici volatili o semivolatili, mentre rimane ancora da sviluppare un sistema che possa garantire un intervento sulle acque sotterranee nei focolai di maggiore contaminazione. Fin dal marzo 1998 è stata attivata una rete di monitoraggio delle acque sotterranee misurante i parametri quali-quantitativi dei contaminanti presenti (idrocarburi aromatici e clorurati, DDT e suoi derivati). Allegato C Interventi di interesse nazionale (art. 114, commi 24 e 25, Legge n. 388/2000) Lombardia Sesto San Giovanni Lombardia Pioltello - Rodano Campania Napoli Bagnoli – Cordoglio Allegato D Interventi di interesse nazionale (art. 114, commi 24 e 25, Legge n. 388/2000) Schede descrittive Campania Comune - Località. Napoli Bagnoli - Coroglio (aree industriali)

- Tipologia dell'intervento: Bonifica aree industriali, discariche, arenili e area marina antistante.

- Perimetrazione del sito. L'area preliminarrnente individuata ai fini della futura perimetrazione, è costituita dal territorio di Agnano e di Bagnoli, con esclusione dell'abitato di Fuorigrotta, della Mostra d'Oltremare e dell'Università di Monte S. Angelo. All'interno di questa area più vasta sono stati individuate delle zone più circoscritte che, per rispetto alle possibili cause di inquinamento, sono riconducibili in prima approssimazione a quattro grandi categorie: siti industriali dismessi: area ex ILVA ed ex Eternit, di cui alla Legge n. 582/1996, stabilimento di produzione di fertilizzanti (Federconsorzi) già sottoposto ad un intervento di bonifica, stabilimento di produzione del cemento (Cementir), colmata a mare dell'Italsider, spiagge e fondali marini, basi militari: caserma C. Battisti, arsenale militare, ex collegio Ciano, sede NATO in corso di dismissione, conca di Agnano, comprendente le relative Terme.

- Principali caratteristiche ambientali. L'area occidentale di Napoli, risulta essere parte integrante dei Campi Flegrei, un complesso paesaggio che si affaccia sul Golfo di Pozzuoli, denso di presenze archeologiche, di fenomeni vulcanici ancora attivi, di vulcani spenti, di acque termali, di laghi costieri. Nell'area occidentale le principali unità paesistiche e ambientali sono costituite da: Piana di Fuorigrotta e di Coroglio, collina di Posillipo, fascia costiera con l'isola di Nisida, conca di Agnano, Monte Spina e Monte S. Angelo. Sull'area grava il vincolo della Legge 1497/1939 per la protezione delle bellezze naturali (fondali marini, conca di Agnano), il piano paesistico di Posillipo e quello di Agnano - Camaldoli, il parco regionale dei Campi Flegrei (litorale di Coroglio e Conca di Agnano). Il pregio ambientale dell'area, la vulnerabilità della falda e dei corpi idrici superficiali, la pericolosità degli inquinanti, la collocazione nel contesto urbano di Napoli, inducono a ritenere lo stato di compromissione dell'area ad elevata pericolosità sanitaria ed ambientale.

- Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi totali di bonifica dell'area dello stabilimento Bagnoli, in relazione alle due alternative descritte nel seguito, variano da circa 650 a circa 550 miliardi. In funzione delle attività già eseguite, il fabbisogno residuo è stimabile in circa 300 MLD.

- Piano di caratterizzazione. È stato elaborato il piano di caratterizzazione dell'area dello stabilimento di Bagnoli, inserito nel progetto di bonifica del sito di Bagnoli. Il piano di caratterizzazione ha previsto l'esecuzione di 2300 carotaggi superficiali e l'analisi di circa 6.600 campioni di suoli e riporti; sono stati inoltre realizzati 71 piezometri, dei quali 18 profondi, dai quali sono stati prelevati circa 220 campioni, sottoposti ad analisi chimiche, per un totale di circa 9.500 determinazioni analitiche. Per quanto riguarda l'inquinamento dell'area perimetrata, la caratterizzazione, effettuata su terreni di riporto, suoli e acque sotterranee, ha evidenziato: presenza di metalli pesanti (As, Pb, Sn, Zn, Vn), idrocarburi, IPA nei riporti; come sopra ma in quantità minori nei suoli; presenza di metalli pesanti (As, Fe e Mn), idrocarburi, IPA, inquinamento da reflui urbani nelle acque sotterranee. Oltre all'inquinamento derivante dalle lavorazioni effettuate sul sito è stata verificata la presenza di amianto dovuto all'area Eternit di produzione di manufatti in cemento-amianto.

- Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. La società Bagnoli S.p.a. ha presentato un piano di completamento comprendente un progetto preliminare di bonifica, nel quale sono ipotizzate due alternative di intervento: prelievo del suolo inquinato da idrocarburi e da focolai di metalli pesanti fino alla falda, vagliatura e lavaggio con successiva fase di desorbimento termico in cementifici; il quantitativo di terreno da trattare è valutato in circa 2.500.000 mc e per il completamento dell'intera operazione è stimato un tempo occorrente di circa 50 mesi; prelievo del suolo inquinato da idrocarburi e da focolai di metalli pesanti fino alla falda nelle aree destinate ad insediamenti integrati e spiaggia e fino a un metro sotto l'attuale piano campagna nelle aree Parco e Parco Sport, vagliatura e lavaggio con successiva fase di desorbimento termico in cementifici; Lombardia Comune - Località. Sesto San Giovanni (MI) e Cologno Monzese (MI) .

- Tipologia dell'intervento. Bonifica area industriale siderurgica Falck e relative discariche.

- Perimetrazione del sito. Il sito è ubicato nella parte nord-est del comune di Sesto S. Giovanni in provincia di Milano. L'attività industriale della società Falck è iniziata nel 1906 su un'area con vocazione agricola e boschiva; ciò ha caratterizzato fortemente il territorio nel periodo della rapida inurbazione dell'interland milanese. Alla fine del 1995 sono state dismesse le attività produttive siderurgiche che occupavano gran parte delle aree di proprietà del gruppo di Sesto S. Giovanni. Le aree in oggetto risultano parte di una vasta zona industriale in trasformazione, limitrofa ad una zona da adibire a verde pubblico e ad aree a vocazione residenziale.

- Principali caratteristiche ambientali. Dal punto di vista idrologico l'elemento idrografico principale è rappresentato dal fiume Lambro, posto immediatamente ad est della proprietà. Non risulta che l'area abbia mai subito fenomeni alluvionali nè danni da eventi sismici. La vastità dell'area, la sua collocazione nel contesto urbano, il pericolo connesso alla tipologia degli inquinanti ed alla presenza di discariche industriali, la vulnerabilità della falda connessa anche al fenomeno di risalita della stessa, le ragioni occupazionali portano a ritenere che il sito presenti caratteristiche di elevato rischio ambientale e sanitario.

- Costi di messa in sicurezza e/o bonfica. Per la bonifica dell'area il Ministero dell'ambiente, con decreti del 2 ottobre, 27 novembre 1997 e 20 marzo 1999, ha assegnato un contributo di 25 miliardi di lire alla regione Lombardia per la progettazione, pianificazione e per la realizzazione degli interventi di bonifica del sito. L'estensione dell'area interessata dalle attività Falck permette comunque di affermare che saranno necessari ulteriori finanziamenti per interventi urgenti, stimabili in 25 miliardi di lire.

- Piano di caratterizzazione. È stato redatto ed approvato dalle amministrazioni locali interessate un documento di linee guida per la caratterizzazione dell'area. In data 7 luglio 2000 è stato approvato con prescrizioni, in sede di Conferenza di servizi regionale, il piano delle indagini integrative di caratterizzazione ed autorizzazione alla realizzazione degli interventi in esso previsti, relativo alla sotto area "Vulcano".

- Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. In corso di elaborazione. Lombardia Comune - Località. Pioltello e Rodano (MI) Tipologia dell'intervento.

- Bonifica e ripristino ambientale di un agglomerato industriale. Bonifica di discariche industriali.

 

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